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Quattro scandali politici stanno facendo tremare il partito di centro-destra spagnolo, al Governo della nazione dal novembre del 2011. La prima reazione sociale, é arrivata da Twitter: con l’ hashtag #corruPPlandia,  é stat convocata per questo venerdí una protesta davanti alla sede nazionale del Partido Popular.

  • Luís Bárcenas, l’ ex tesoriere

Imputato nel giugno del 2012 per delitto fiscale, Luís Bárcenas è stato, fino al 2009, tesoriere del Partido Popular. Questo 14 di gennaio, l’ Audienza Nazionale ha reso pubblico un documento della svizzera Dresdner Bank che dimostra l’ esistenza di almeno 3 conti bancari a nome di Bárcenas. Fino al 2009, il politico conservatore ha disposto su quei conti di 22 milioni di euro. Nello stesso documento (che si puó consultare qui) Mariano Rajoy, presidente de Governo e del PP, viene citato come una delle persone vicine a Bárcenas. Questo venerdí, i quotidiani El Mundo ed El País escono con due esclusive al rispetto: secondo il primo, Bárcenas pagó, fino al 2009, alcuni “extra” a vari membri del PP. Una meda di 10.000 euro a testa e tutto in nero, assicura il quotidiano citando cinque fonti interne alla formazione. Soldi, questi, “guadagnati grazie alle tangenti pagate da diverse imprese della costruzione in cambio di contratti per opere pubbliche”. Secondo El País, l’ ex tesoriere continua ad avere un ufficio nella sede nazionale del Partito, sede alla quale si recava con regolarità “fino a questo mercoledì”.

Dettaglio dei documenti della banca Svizzera. Fonte: eldiario.es

Dettaglio dei documenti della banca Svizzera. Fonte: eldiario.es

Nel pomeriggio di questo giovedì, il Fisco spagnolo ha smentito che i 22 milioni fossero rientrati in patri grazie all’ Amnistia Fiscale approvata dal Governo, come avanzato dall’ avvocato dell’ accusato.

Bàrcenas controlla i conti del PP dal 1987. Arrivò ad essere, nel 2004, Senatore per la regione Cantabria, fino a quando, nell’ aprile del 2010 e nonostante le pressioni di Rajoy per non farlo, abbandonò il seggio e la tessera di affiliato del PP. Come i rappresentanti dei popolari in cinque comunità autonome e vari comuni spagnoli, Bárcenas era indagato nella “trama Gürtel”, una rete di corruzione interna alla formazione conservatrice. Una formazione di cui Bárcenas era “il guardiano di tutti i segreti economici e lavorativi”, ricordava ieri El País. 

Il suo delitto fiscale, ora confermato, ha un periodo di prescrizione di quattro anni. Scadrebbe, quindi, proprio  nel 2013. Ma Mariano Rajoy, nonostante non abbia ricevuto nessun “extra” da Bárcenas, sempre secondo El Mundo, è presidente del Partito dal 2004. Il quotidiano -che ha pubblicato l’ articolo online solo su Orbyt, la sua piattaforma a pagamento- assicura inoltre che l’ ex tesoriere starebbe minacciando il partito: o mi tirate fuori dalla Gürtel o pubblico i nomi degli implicati.

Le reazioni a caldo non si sono fatte aspettare. Bárcenas stesso ha assicurato che in Svizzera andava solo “a sciare”, mentre da dentro il PP si insiste sul fatto che l’ ex tesorirere non sia piú membro del PP. Almeno ufficialmente. [Sul caso, vedi anche “Il Lusi spagnolo”, del blogger Fernando Algaba]

  • Villanueva, il disastro del Madrid Arena

Era il 9 di gennaio quando il vicesindaco di Madrid, Miguel Ángel Villanueva, annunciava davanti ai media le proprie dimissioni. Il secondo del comune amministrato da Ana Botella (moglie dell’ ex presidente José María Aznar) lasciava il posto “con la coscienza a posto”, ma era solo l’ultimo a cadere in uno scandalo cominciato la notte di Halloween. Ad una “macrofiesta” padiglione del Madrid Arena, cinque ragazze rimanevano schiacciate dalla calca. Tre di loro morivano sul posto, resistettero un altro mese in ospedale, tra la vita e la morte.

“Non c’è stato nessun problema di affluenza”, assicurava Villanueva in una conferenza stampa d’emergenza data poche ore dopo la tragedia. L’ alcaldessa, si venne a sapere una settimana dopo, si trovava in uno stabilimento termale in Portogallo mentre le giovani perdevano la vita, schiacciate dalla folla. Nonostante l’ affermazione del vicesindaco, i biglietti venduti erano piú del doppio di quelli permessi, informazione che la polizia aveva giá in mano quando Villanueva fece la dichiarazione. Perché mentire, dunque? Le relazioni di amicizia tra l’ ex vicesindaco e il responsabile dell’ impresa che organizzava l’evento, svelate da elmundo.es hanno fatto da goccia che ha fatto traboccare un vaso stracolmo -almeno- di favoritismi.

  • Güemes, revolving doors nella Sanitá

guemesIn un Spagna con la classe politica come terza tra le principali preoccupazioni dei cittadini, l’ attenzione al dibattito legale – legittimo è sempre più viva. E mediatica. Ecco perché ha causato tanta indignazione che Juan José Güemes fosse assunto dall’ azienda Unilabs: lui stesso, due anni e mezzo prima, aveva privatizzato il servizio per aggiudicarlo all’ impresa in questione.

Nulla di illegale in questo gioco di “porte giratorie” (le “revolving doors“, inglesi): il limite per passare dal settore pubblico ad un’ impresa privata è di due anni. Unilabs, inoltre, è filiale di Capio, azienda che proprio due anni e mezzo fa assumeva la gestione dell’ Ospedale Rey Juan Carlos e che ora sta scatenando le proteste nella sanità pubblica iberica. La polemica ha provocato che, nel giro di due giorni, Güemes rassegnasse le proprie dimissioni, nonostante le prime dichiarazioni fossero di assoluta innocenza e rispetto di legalitá. Forti dunque i sospetti di interessi poco chiari e di pressioni, da parte dello stesso PP, affinchè lasciasse il posto in Uniabs.

  • Ignacio González: e la casa di chi è?

Recentemente scelto dalla dimissionaria Esperanza Aguirre come suo successore, il presidente della Comunitá di Madrid, Ignacio González, ha ammesso di essere il proprietario di un appartamento di lusso a Marbella, nella Costa del Sol. Oltre alla coincidenza che occupi il secondo piano di una palazzina in cui vive la figlia del dittatore Francisco Franco, la proprietà di González non desterebbe sospetti.

Ma è stato solo questo mercoledí, grazie ad un’ indagine archiviata a marzo ma ora riaperta, che il rappresentante regionale ha ammesso il fatto. Il processo giudiziale era stato definito “illegale” da González e causó la sospensione dal servizio dei membri della polizia che lo conducevano. Ora è venuto alla luce che González comprò il duplex (496 metri quadrati) un giorno prima di essere nominato presidente a Coast Investors, un’ azienda radicata nel paradiso fiscale di Delaware, negli USA, e controllata dal prestanome Rudy Valner.

González, come presidente, guadagna 4.800 euro mensili. Oltre ai 2.000 mensili di affitto durante piú di un anno, l’ acquisto gli ha fatto sborsare, insieme alla consorte, 777.000 euro. Secondo l’ indagine della polizia, l’ appartamento servì per pagare una tangente.

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One thought on “Scandali e corruzione mettono in crisi il PP

  1. Pingback: Bárcenas e il PP: cronologia di un possibile scandalo di corruzione | Cortado Amaro

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