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Quando i media iniziano a parlare di “scontri”. Quando le immagini delle manganellate saltano alle prime pagine dei giornali. Quando si dà il numero dei feriti. Quando si contano gli arrestati e si ricorda come inizió la manifestazione. È allora, e solo allora, che qualcuno si alza dal marciapiede. L’ unica cosa che vede è il proprio sangue. E l’ occhio, il suo occhio, perso. Rubato.

Ester Quintana è l’ ultima delle 23 persone che negli ultimi dieci anni hanno perso la vista o il globulo oculare durante una carica delle forze dell’ ordine. Ester sostiene di essere stata colpita da un proiettile di gomma partito dalle forze dell’ ordine locali, che usano armi fornite -indicano tanto riviste specializzate come quotidiani nazionali– da ditte italiane come Franchi e Fabarm. Sono le aziende che armano la polizia antisommossa catalana con i fucili usati per sparare i proiettili di gomma, il cui uso è invece ristretto nel Belpaese. Era il 14 novembre, giorno dello sciopero generale, e i Mossos d’ Esquadra, la polizia catalana, caricava contro vari gruppi di manifestanti durante la manifestazione che chiudeva la giornata.

Quintana, “una persona pacifica e non molto coraggiosa”, ha raccontato il suo caso a 15Mbcn TV.

“Il signor Puig [consigliere di politica interna del governo catalano e responsabile della polizia locale]  ha detto che non sono stati sparati proiettili, ma allora non so che cosa mi abbia colpito, se un proiettile di gomma o un’ altro tipo di carica. Ma fu, di sicuro, un Mosso d’ Esquadra con un proiettile”. In una situazione come questa, registrata proprio quel 14 di novembre e usata nel video per chiedere le dimissioni di Puig:

“La polizia circondò la gente che, ovviamente, cominciò a correre. Era quello che volevano, che la gente se ne andasse”, racconta nel video Quintana, che fu ferita verso le nove di sera. “Ero andata alla manifestazione con alcuni amici e volevamo uscire da sotto, da Piazza di Catalunya, ma era tagliata. Allora abbiamo cercato di andare in su, ma i ‘mossos’ hanno tagliato  con i furgoni anche la Gran Vía; l’unica direzione in cui potevamo correre era la calle Casp, dove sono andata con cinque o sei amici, ma lí ci siamo persi.

“Io ero con Luis [un amico],quando mi girai per non perderlo di vista e vidi la polizia e notai l’impatto sul volto. Ho detto a Luís ‘mi hanno colpito’ e notai un dolore indescrivibile. Gli ho detto ‘non ho l’ occho’. Sapevo che mi avevano colpito molto forte. Mi faceva male tutta la parte sinistra del volto, chiedevo ghiaccio e un’ ambulanza che non arrivavano”. Fu un agente della Guardia Urbana a chiamare l’ ambulanza che la portó al pronto soccorso dell’ Ospedale Sant Pau. Lí è stata operata per l’ esplosione del globo oculare e la frattura del disco ottico.

Il primo le é stato ricostruito, le ossa dello zigomo sono fratturate. “Ho il nervo ottico sezionato, e mi dissero che mi avrebbero fatto un secondo intervento per mettermi una placca”. Oltre ad aver perso la vista, ha cosí bisogno di una protesi. “All’ inizio mi hanno detto che avevo perso l’ occhio e che non lo avrei piú recuperato. La rottura del nervo mi ha annullato la sensibilitá. Non posso né mangiare né sbadigliare. Speravo di mantenere l’ occhio e tirare avanti, ma il medico mi ha detto che doveva estrarlo”.

Ester Quintana assicura che non ha ricevuto attenzione psicologica di alcun tipo, nonostante le sue richieste, e sospetta, per il comportamento dei medici, che l’ ospedale abbia ricevuto pressioni per dimetterla rapidamente, dopo cinque giorni.

“Nessuno dalla pubblica amministrazione ha mostrato interesse per il mio stato di salute né per quello che é successo. Non so se si tratta del procedimento normale, ma non é umanitario. Abbiamo bisogno di un appoggio e dall’ amministrazione avrebbero potuto rispondere. Dicono che non ci sono state cariche, ma ci sono state, e ne porto le prove sul volto”. E conclude: “Questo stato di repressione e violenza non ci porterá da nessuna parte, e ho ascoltato anche il signor Mas [recentemente confermato presidente del governo regionale] giustificare questa repressione”.

Dopo la morte di un ragazzo per l’ impatto di una ‘pelota de goma’, lo scorso aprile, la Commissione Europea chiese alle forze di sicurezza di smettere di utilizzare proiettili di gomma entro la fine del 2012.

Di Daniele Grasso – Condividi e diffondi l’informazione contenuta in questa pagina con licenza CC By SA.

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