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Ci sono voluti tre tentati suicidi nel giro di tre settimane. Tre persone che, poco prima di essere frattate dalla propria casa, hanno cercato di togliersi la vita. Due di loro ci sono tristemente riusicite, d ora, tardi, i principali partiti, il PSOE e il PP di Rajoy, vogliono trovare una soluzione ad uno dei lati piú drammatici della crisi spagnola: il ‘desahucio’, lo sfratto con pignoramento della casa.

Secondo i dati ufficiali, solo nella prima metá del 2012 sono stati 46.559 gli sfratti in tutta la Spagna. Dall’ inizio della crisi, quasi 400 mila. La legge ipotecaria prevede che quando il contraente di un mutuo non puó piú pagarlo, l’ immobile va all’ asta. Questa rimane deserta, e la casa viene ricomprata dalla banca al 60% del suo valore. Il debito, peró, rimane sulle spalle del cittadino che si ritrova, nel frattempo, senza un tetto.

In un Paese che in dieci anni ha piú che raddoppiado il tasso di disoccupazione, si accumulano le situazioni estreme. Come quella delle famiglie che da tre settimane sono accampate davanti alla sede di Bankia, la banca salvata dallo Stato lo scorso maggio, per chiedere la sospensione di tutti gli sfratti. Non hanno molte speranze, peró, nell’ incontro tra i partiti maggioritari: “Come possono risolvere la situazione loro, che l’ hanno creata?”, é una delle frasi piú ripetute tra le tende della piazza de Chelenque, nel centro di Madrid. A marzo, il PP votó contro e il PSOE si astenne quando il gruppo Sinsitra Plurale portó in Parlamento, di nuovo, una proposta di legge per approvare la “dación en pago”, la dazione in pagamento. Un meccanismo, sulla carta, molto semplice: chi non puó piú pagare il mutuo, restituisce la casa ed estingue cosí il suo debito. Pochi giorni dopo il Governo approvó un “codice di buon comportamento” a cui le banche avrebbero potuto aderire volontariamente per evitare che “le famglie piú a rischio” perdessero la casa. Gli effetti non si sono ancora visti.

Nella Piattaforma di Oppressi dall’ Ipoteca (Plataforma de Afectados por las Hipotecas, PAH) si pensa che le riunioni dei prossimi giorni tra i due partiti siano “un parche”, una benda per nascondere il problema. Cosí si riferiscono anche al comunicato emesso questo lunedí dall’ Associazione Spagnola della Banca, che accetta di bloccare gli sfratti “nei casi di estrema necessitá” e che è il punto di partenza per il decreto con cui ci si aspetta che il Consiglio dei Ministri dia presto un segnale. Ma l’ idea é ancora troppo vaga, secondo la piattaforma che dal 2009 -prima a Barcellona, poi a Madrid e nel resto della Spagna- cerca di bloccare gli sgomberi. E spesso ci riesce, a volte con l’ opposizione fisica, e altre, sempre piú spesso, arrivando a patti con gli enti finanziari o con i funzionari che devono portare a termine il pignoramento. “Adesso la banca vuole far credere che quelle sfrattate siano tutte famiglie in condizioni miserabili” -ci spiega Marta Uriarte, coordinatrice della Piattaforma nei Paesi Baschi- “ma non é affatto cosí: é gente che aveva un lavoro, a cui le banche concessero mutui senza problemi”. Nel caso dell’ ultimo suicidio, la donna che si é lanciata nel vuoto era stata consigliere municipale a Bilbao.

 Le banche, da parte loro, non mollano sulla dazione in pagamento. É difficile, si giustficano, fare differenza tra chi cerca un escamotage per non pagare e chi si trova in una situaziona drammatica. E vorrebbero garanzie per quando svanisce il debito del prezzo dell’ immobile, per non aumentare la montagna di ‘titoli tossici’ di cui, dopo gli anni di speculazione, si trovano ora con le casse piene. Anni in cui molti mutui, come iniziano ora ad ammettere alcune enti bancarie, non avrebber mai dovuto essere firmati: quelli con scadenze decennali ed interessi variabili concessi a lavoratori a tempo parziale, a precari…E tutto con l’ attraente nome di “mutuo facile”, “mutuo giovane”, “mutuo amico”. Violando cosí il Codice Etico delle stesse banche, che vieta questo tipo di comporanti. Ma nessuno controllava, mentre la Spagna di Zapatero dava “il sorpasso” sull’ Italia in reddito pro capite e si accumulavano piú di 650 miliardi in mutui.

Con l’ avanzare delle disuguaglianze sociali, il movimento promosso dalla PAH si é retroalimentato con quello degli indignados del 15M, che lo ha reso una delle lotte sociali piú visibili e meglio accolte dalla societá civile. Media ed istituzioni non hanno piú potuto ignorarli: i 47 giudici decani denunciavano la scorsa settimana la “vergognosa piaga sociale” che rappresentano gli sfratti, una dichiarazione che ha dato una spinta alla ricerca di una soluzione politica. Anche le banche, ora, si mostrano ora piú disponibile a trattare. Alcune come la basca Kutxa Bank, hanno bloccato tutti i processi di sfratto, come reazione al gesto disperato di Amaya Egaña, la sua cliente che la settimana scorsa si gettó nel vuoto dal sesto piano del suo appartamento di Bilbao. Forse non del tutto in vano.

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