Home

Un milione e mezzo di persone in piazza. Un numero considerevole per la Catalogna, che lo socrso 11 di settembre celebrava la sua “Diada”, la festa nazionale della regione di Barcellona, con una enorme manifestazione lungo le vie del centro. Una marcia strabordante, tanto che é veolcemente stata ribattezzata dai media locali “la Diada de la Independencia”.

Copertina dell’ album fotografico realizzato da El Periódico in occasione della Diada 2012

E nel caso di una manifestazione indipendentista, le dimensioni contano. Perché c’é piú del 50% dei catalani che assicura di voler essere indipendente da Madrid, e, sopra di loro, c’é Artur Mas, il presidente del Governo Catalano, di Convergencia i Unión (CiU) che cerca di raccogliere voti e consensi. Tanto che non si fa remore ad attizzare le opinioni di chi sostiene che “tutti gli spagnoli” siano uniti contro l’ indipendenza della Catalogna, parlando di un “noi e voi” con poco senso della realtá (come spiega bene la veterana giornalista Soledad Gallego-Díaz in un articolo su El País). Ma sará anche una delle carte che userá, alla fine di questa settimana, quando si riunirá con il premier Rajoy, per cercare di ottenere il suo grande obiettivo: non l’ indipendenza, ma il patto fiscale. Una fiscalitá propria, una tributazione diretta dei catalani alle casse regionali, con cui si “esclude lo Stato” dalla riscossione delle sue tasse. Un patto, secondo Mas, attenuerebbe decisamente gli effetti della crisi nella regione e ne renderebbe sostenibile il deficit.

Senza annoiare con una lezione di storia, basti ricordare che dalla Transizione in avanti Madrid non ha mai voluto prendere per le corna il toro catalano (toro che, tra l’ altro, a Barcellona non sará piú utlizzato nelle corride, per legge regionale in vigore da ormai due anni che vieta proprio la famosa “festa” iberica). E la Diada di quest’ anno era la prima con al Governo quel partito (il Partito Popolare) che nel 2010 vinse un ricorso al Tribunale Costituzionale contro lo “Statuto” regionale catalano. L’ uso della parola “nazione” per identificare la Catalogna e le sue istituzioni fu la chiava della decisione del massimo tribunale.

Quella della settimana scorsa é stata, inoltre, la prima Diada impulsata dalla ormai consolidata forza “grassroots” della Asamblea Nacional Catalana, nata nel 2009.

Foto: asamblea.cat

Le reazioni, in attesa della visita di Mas a Madrid, non si fanno apsettare. Dal basso verso l’alto: il comune di Vic, circa 5.000 abitanti e con sindaco democristiano, si é dichiarato territorio catalano “libero e sovrano”. Non é il primo comune a farlo, ma sí il primo capoluogo di comarca (in Italia sarebbe capoluogo di provincia). Il motivo: la scelta “entra perfettamente nello spirito della Diada”.

Dall’ alto della Zarzuela, invece, anche il Re ha parlato, dalla sua appena presentata nuova pagina web: “non inseguire chimere”, non “aumentare i dissensi” e “rimanere” unti davanti alla crisi sono stati messaggi chiaramente diretti a Barcellona e dintorni da quella Spagna invecchiata negli anni del post-franchismo.

L’ UE, davanti all’ imbarazzo di Madrid, ha lasciato chiare le cose: se la Catalogna vuole diventare indipendente, che cominci a cercarsi una moneta che non sia l’ euro e torni a chiedere l’ adesione all’ Unione.

Come se non bastasse, c’é di mezzo anche un possibile salvataggio sul piano economico. Non solo quello della Spagna, ma anche quello della stessa Catalogna, che a luglio chiedeva a Madrid di poter accedere all’ apposito fondo per riempire le sue casse, piene solo di debiti. Quasi sei miliardi di euro. Un prestito chiesto  solo un giorno prima di approvare (nel parlamento regionale) il citato patto fiscale e che arriverá, certo, ma con delle chiare contropartite che peseranno sulle spalle dei cittadini. In quella modalitá, insomma, che il governo spagnolo nega invece sia imposto da Bruxelles. Anche se ormai nessuno ci crede perché i fatti (e la Troika) hanno parlato chiaro. Le piazze, pure. E se sono catalane, possono far tremare i vetri della Moncloa.

foto: assemblea.cat

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...