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Alcune date chiave dell’ autunno spagnolo che si avvicina.

6 settembre: Dopo aver ricevuto Van Rompuy ed aver assicurato che il Governo spagnolo non sta preparando nessun piano


  di salvataggio, Mariano Rajoy aprirá la porta della Moncloa ad Angela Merkel il 6 di settembre. Democracia Real Ya! e varie piattaforme degli indignados convocano una concentrazione davanti alla sede dell’ Unione Europea “per manifestare il totale rifiuto alle misure che la sua politica e ideologia neoliberista vogliono imporci a base di tagli ai diritti basici”.

15 settembre: Non sono nel loro miglior momento, soprattutto agli occhi dell’ opinione pubblica di sinistra. Non sono stati abbastanza combattivi, secondo molti, e si riuniscono “in segreto” con la stessa Merkel o, pubblicamente, con Rajoy e  il Re Juan Carlos. Anche per questo i due grandi sindacati spagnoli si sono uniti, in giugno, ad altri collettivi e partiti politici in un “summit sociale” con cui formare un fronte comune contro le misure del Governo. E prendere le distanze, nel frattempo, dai movimenti sociali di base. Non si parla di scioperi o di bloccare la produzione, ma di “forzare il Governo a convocare un referendum” sulle misure da applicare (sulla adeguatezze o meno, insomma, dei vari pacchetti di tagli), che da Rajoy & c. sono presentate come “l’unica soluzione”. E “se il Governo non lo fará, saremo noi a convocare una consulta popolare su questo argomento”, assicurano sulla falsariga di quanto fatto proprio dai ’15maystas’ e da vari movimenti con un referendum sull’ acqua pubblica nella cittá di Madrid. Sempre nello stile delle ultime lotte indignate, quella del 15 sará una marcia su Madrid divisa su varie colonne, ognuna composta da un “marea” di professionisti di un settore colpito dai tagli (marea verde per l’ educazione, marea bianca per la sanitá, marea rossa i disoccupati, marea arancione i lavoratori sociali…).

17 settembre: Sono stati nove gli scioperi generali convocati nel settore educativo durante il corso appena terminato. Nove solo nella regione di Madrid, quella dove piú ha colpito la scure dei tagli. Per il 17 di settembre, il collettivo SoyPublica ( in difesa della scuola Pubblica) si fa eco delle richieste di varie assemblee autonome di professori che prevedono di cominciare uno sciopero indefinito: “questo corso non deve cominciare”, assicurano.

22 settembre: Convocata in antitesi alla precedente, sorge dalle assemblee indignate. “Il desiderio di entrambe i sindacati [i citati CCOO e UGT] di trasformarsi in movimento sociale (…) suppone un rischio di ammollimento degli obiettivi della lotta anticapitalista realizzata nell’ ultimo anno dal 15M [gli indignados]”. Ergo, ecco una manifestazione per il 22 anticipata dallo slogan: “Smontando le bugie, Costruendo alternative”. Con i sindacati maggioritari, dunque, la rottura è chiara e aperta: “Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali dopo le riunioni con Angel Merkel, Mariano Rajoy e, piú recentemente, con il Monarca, ci fanno sospettare che dietro a questi movimenti possa esserci la volontá di mitigare le proteste di gran parte della società, e di preparare un consenso sociale verso un governo di “coalizione” o un “patto nazionale” tra PSOE e PP”. Un’ idea, questa, di cui si parla sempre piú frequentemente negli ambienti socialisti moderati.

25 settembre: “Il problema alla base di questa giornata è molto semplice: non c’é democrazia”. Cosí riassume l’ attivista, screenwriter e ‘comunicatore’ Guillermo Zapata (@casiopeaexpres) il senso di una concentrazione gestita nei bassifondi di Madrid a inizio dell’ estate e saltata ora alla luce delle reti sociali e dei media. “Ocupa el Congreso”, declinata por in “Circonda il Congresso” (“Occupa é simbolico”, spiegava uno degli organizzatori a un gruppo di persone riunite in un centro sociale della capitale in una riunione cui luogo e ora sono stati svelati un’ ora prima che iniziasse), pretende,  di circondare il Congresso dei Deputati con un’ accampata che non si muova fino a quando il governo di Rajoy non rassegni le dimissioni. Convocato in un giorno lavorativo, l’ atto ha scatenato forti polemiche su tutti i fronti, dirette tanto alla ‘Plataforma en Pie’, prima a convocare, come ai collettivi che vi si sono avvicinati. Riassumerle qui sarebbe come far vedere il dito quando ció che importa é la Luna, cioé le necessitá che hanno portato, a meno di un mese dal 25 di settembre, a far sí che sia sempre piú accettata anche dai piú reticenti:

Una delle immagini proposte dalla ‘Coordinadora 25s’ su http://prop25s.tumblr.com/

– Come dice il citato attivista, il problema é la democrazia. Per questo, l’ obiettivo dell’ evento 25S non è tanto circondare il Congresso, quanto “iniziare un processo costituente”. I gruppi di lavoro per stabilire il cosa ed il come sono giá all’ opera, e hanno davanti un difficile processo.

– Potrebbe trattarsi, se avesse l’ accettazione che sta avendo online anche in strada, di -questa volta sí- una rivoluzione democratica, allo stile di quelle della primavera araba. Ma la ‘liquiditá’ delle reti apre anche alla possibilitá che sia un flop di dimensioni enormi.

– Il salvataggio per le banche -prima quello di Bankia, poi quello chiesto all’ UE- si sta mettendo in marcia smantellando i servizi pubblici, i redditi familiari, la vita dei lavoratori. Senza chiedere nulla in cambio al sistema finanziario e con un partito di Governo che sta facendo -punto per punto- il contrario di quanto promise in campagna elettorale. Insomma, il problema é sotto gli occhi di tutti: non si trattava di mele marce, ma del melo che era di plastica.

[Su questa linea, vedi: “‘Autunno caldo’ in Spagna: il panorama”]

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3 thoughts on “‘Autunno caldo’ in Spagna: le date

  1. Pingback: ‘Autunno caldo’ in Spagna: il panorama « Cortado Amaro

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