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Un terreno edificabile vuoto da dieci anni. Un pezzo di città abbandonato, incastrato tra due case, lasciato libero per essere divorato dagli insetti e dalla speculazione edilizia. Una cicatrice urbana che ieri ha iniziato la via della guarigione: “lo abbiamo liberato!” , annunciava nella piazza di Lavapiés di Madrid e sui social network il gruppo di persone che restituiva la vita ad uno spazio inutilizzato del loro ‘barrio’.Si tratta di persone riunite nell’ assemblea del quartiere in questione, una delle sequele piú visibili del movimento degli indignados, che hanno voluto “dare un passo piú in lá, con la collettivizzazione di uno spazio che in realtá ci appartiene, un spazio che, nonostante sia della Regione Madrid, un gruppusculo di politici mantiene abbandonato per la speculazione edilizia”.

Non è il primo “spazio liberato” di questo tipo. Ci sono giá stati esempi con case vuote -proprietá di banche come la “nazionalizzata” Bankia- o con altre piazze, come quella della Cebada: era progettato un nuovo centro sportivo, ma la crisi ha fatto sí che la regione mettesse da parte il progetto in attesa di tempi migliori. Gli abitanti della zona -in piena ‘Latina’- lo hanno bonificato, messo a posto, attrezzato. E hanno fatto copie delle chiavi per tutto il quartiere, in modo che chiunque possa farci una cena tra amici, un concerto, un cineforum. A cambio, ovviamente, di partecipare al suo mantenimento, pulizia e manutenzione. Questo il risultato:

Campo della Cebada, Madrid [click per la Galleria intera su Flickr]

Un’ idea simile, quella sbocciata ieri a Lavapiés (presto le immagini su questo blog): “Da oggi i nostri anziani hanno un posto in cui giocare alle petanca o al mus [tipici giochi di carte spagnoli], i ragazzi e i bambini potranno giocare o riunirsi senza che la polizia li mandi a casa a colpi di manganello o di condiscendenza”. Una bombola d’ossigeno per un quartiere, Lavapiés, dove l’amministrazione locale, solo due giorni fa, si apriva il cammino a colpi di proiettili di gomma.

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