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Aumenti la protesta sociale? E io ti indurisco le pene.  Sta succedendo in Spagna, dove il Congresso dei Deputati ha approvato questa settimana di inserire nella prossima modificazione del Codice Penale una mozione per introdurre un reato specifico di violenza urbana e per regolare il diritto di riunione.

L’ obiettivo, secondo Convergencia i Unió (CiU), partito che ha presentato la proposta trovando l’ appoggio del partito di Governo (PP), è “ottenere una miglior regolazione delle misure e dei servizi di sicurezza nelle manifestazioni e nelle concentrazioni cittadine”. Si tratta di una strategia per bloccare le proteste di un movimento, quello degli indignados, che ormai non è solo un movimento, ma un germoglio sbocciato nella coscienza della società spagnola.

Foto di David Fernández per Diagonal, CC BY SA [Click per vedere le altre foto della manifestazione contro i tagli del 19 di luglio a Madrid]

La mozione è perfettamente in linea con quanto giá anticipato dalla riforma, e propone, tra le altre cose:

– Il testo prevede la  “specificazione come reato” della diffusione di un qualunque tipo di informazione con l’ obiettivo di organizzare o promuovere atti di alterazione dell’ ordine pubblico. Insomma: se convochi una concentrazione via Twitter, stai commettendo un reato.  Questo in un contesto in cui da piú di un anno sono una costante le concentrazioni convocate attraverso i social networks e non autorizzate ufficialmente, ma molto partecipate, come si sta dimostrando, ancora una volta, nell’ ultima settimana (qui una notizia mia sulla questione, riportata, gulp, dal Corriere del Ticino)  .

– D’accordo con la riforma del PP, CiU chiede che siano previste pene piú dure per alcune infrazioni: la resistenza passiva, la disobbedienza all’ autorità o il blocco di una strada pubblica. I metodi di “lotta” degli indignados, per capirci. E sulla stessa linea, vede opportuno “riformulare” il delitto di “alterazione dell’ ordine pubblico” e quello di attentato.

– stabilire la prigione cautelare per i casi di violenza urbana, un tipo di pena che nell’ attuale Codice Penale solo può essere sancita quando ci siano evidenti indizi sulla possibile fuga dell’ accusato o sull’ eliminazione di prove determinanti.  Una tattica che, peró, si sta giá applicando: dopo lo sciopero generale dello scorso 29 di marzo una sindacalista rimase in carcere per piú di un mese per aver bruciato banconote false davanti alla Borsa di Barcellona. Dato che il fatto in sé non era reato, si allegò che avrebbe potuto fuggire all’ estero per sottrarsi ad un giudizio. La persona in questione, Laura Gómez, non ha antecedenti, ha un lavoro fisso e una figlia a carico.

P.S.

questo link, il testo -in spagnolo- della mozione presentata da CiU (pagina 49).

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4 thoughts on “La risposta del Governo al malessere sociale: pene piú dure per chi protesta

  1. Ciao Daniele,
    un conoscente mi ha segnalato questo post, che trovo molto interessante: saresti in grado di fornire ulteriori dettagli sulla questione? Purtroppo, non conoscendo lo spagnolo, sono impossibilitata a compiere ricerche per conto mio. Ti chiedo quindi se puoi pubblicare in un commento o un altro post – tempo permettendo – una traduzione di parte del testo di legge (un virgolettato, i passaggi che ritieni critici a fini dell’applicazione) e spiegare l’iter che questa mozione ha seguito o sta seguendo, perché non mi è chiaro (non conoscendo l’ordinamento statale spagnolo) se questa legge ha già validità o, in alternativa, quando entrerà in vigore (dal momento che parli di una “prossima modificazione del Codice Penale”, che non ho capito se dovrà essere sottoposta a ulteriori passaggi e votazioni).
    Scusa la pignoleria, è soltanto perché sono interessata alla questione e su internet si trovano sempre più “notizie” e sempre meno informazioni controllate e verificabili!
    Grazie,
    Caterina

  2. Ciao Kate, aggiungo un PS con il link al testo della seduta del Congresso in cui i deputato dettaglia la legge. Essendo una mozione funziona come un suggerimento al Partito di Governo: se viene approvata, ció che chiede si introdurrà nel testo della legge. In questo caso, tutti i punti erano giá stati toccati dal PP quando presentó la proposta di modifica del Codice Penale. Modifica per la quale non c’é una data precisa: quando lo annunció il Ministro della Giustizia (a febbraio) disse “entro la fine dell’ anno”. La cosa interessante, comunque, é il momento politico in cui il Congresso approva una mozione del genere: è una presa di posizione abbastanza forte (e grave), a mio modo di vedere.

  3. Pingback: Diritto di manifestare | Cortado Amaro

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