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Aumenta la povertà, diminuiscono le risorse per combatterla. È l’allarme lanciato ieri dal Collegio dei Lavoratori dei servizi sociali di Madrid. Non solo tagli ai fondi per attività che vanno dall’ alloggiamento agli aiuti per comprare alimenti, ma anche un possibile collasso di un sistema di assistenza che ha bisogno di rinforzi di fronte all’ ondata di richieste. “Quest’anno, piú del 60% degli abitanti della nostra regione non potrà ricevere aiuti economici, qualunque sia la situazione di emergenza che presenti”, segnalano dal Collegio.

È il caso di M., ora disoccupato, che vive nella periferia della capitale spagnola. Per la prima volta, la regione gli ha negato gli aiuti per i testi scolastici dei suoi due figli: “Come pretendono che li paghi quando non avrò piú l’indennità di disoccupazione?”, si chiede. E il suo non è un caso isolato. Delle 5.000 richieste di di assistenza sociale al giorno, la maggior parte si accumulano in liste d’attesa che spesso superano i due mesi. “Normale -spiegano dal Collegio- se si considera che in alcune zone della si arriva ad avere 1 lavoratore sociale ogni 14.000 abitanti, quando la legge indica che 1 ogni 3.000 sarebbe la proporzione adeguata”.

A due passi dalla Puerta del Sol. La foto è di Olmo Calvo. http://www.olmocalvo.com/

La mancanza di dati aggiornati la supplisce la realtà delle mense sociali: “Nel nostro caso -segnala Gabriel, che gestisce la mensa del ‘barrio’ di El Pozo- siamo passati da servire 25 pasti al giorno due anni fa a prepararne oggi 125”. Un aumento dovuto alle vittime dirette della crisi, persone che “quando pensavano di aver la vita risolta si sono trovate costretta a tornare a vivere con il resto della famiglia”, sottolinea Gabriel. La conseguenza è che le famiglie cerchino in altre istituzioni quello a cui -sulla carta- hanno diritto per legge. Giá alla fine del 2011 “l’erosione del sistema di assistenza sociale” era segnalata da Caritas, che vive nel suo quotidiano un aumento, solo nello scorso anno, del 15% delle richieste di beni di prima necessità.
Nonostante i tagli ai fondi regionali e statali, dal Collegio segnalano che “c’è ancora un certo margine per cercare nuove strategie”. Ma la strada intrapresa, concludono, “è allarmante”.

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