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“Se il salvataggio è per le banche, che non si paghi con debito pubblico”. È quanto hanno chiesto sabato nelle piazze di Madrid, Barcellona e Bilbao indignados e cittadini spagnoli contrari al pagamento di un debito che considerano “illegittimo”.

 

E che aumenterà dopo l’ aiuto concesso dall’ Eurogruppo per salvare il settore bancario. Il prezzo di salvare una banca lo si è visto, assicurano i manifestanti, nel caso di Bankia, l’ ente in cui il Governo a immesso 24 miliardi di euro per salvare le conseguenze di una gestione che ora è arrivata in tribunale. Ed è nel cuore dell’istituto creditizio, le “torri KIO” di Madrid, dove portano oggi la loro protesta.

 

Il debito pubblico spagnolo è duplicato dall’inizio della crisi. Secondo i dati pubblicati venerdí dalla Banca di Spagna, nel primo trimestre di quest’ anno rappresenta il 72,1% del PIL, 774 miliardi di euro. Si tratta del debito piú alto negli ultimi cento anni di storia del Paese, che guarda preoccupato la soglia di indebitamento fissata dal Governo per l’ intero 2012, il 79,8% del PIL. E il salvataggio messo sul tavolo dall’ Eurogruppo peserà, di nuovo, sul debito dello Stato, come ha segnalato l’ Eurostat in una nota questa settimana. Un massimo di 100 miliardi che dovrà gestire direttamente lo Stato: “se una banca non potrá pagare, sará la Spagna a farlo”, spiega il giornalista de El País Enric González.

 Un debito che le organizzazioni che hanno convocato le mobilizzazioni di sabato si chiedono se sia legittimo pagare. “Anche se é legale,è illegittimo, perché si usano decine di miliardi per salvare Bankia mentre se ne tagliano 10 in Sanità ed Educazione”, spiegano dall'”Osservatorio del debito”. Per questo rivendicano la necessità di “realizzare una verifica accurata della sua provenienza, per capire se é giusto che nel 2012 lo Stato paghi piú di 28 miliardi di euro in interessi che provengono da debiti dei quali non conosciamo l’ origine”.

Momento dell’ “esorcismo a Bankia”

 “Quello che ci viene presentato come soluzione sono in realtà nuovi sacrifici”, sostengono i manifestanti. Si riferiscono a nuovi e temuti tagli, come quelli di cui ieri l’ FMI ha chiesto alla Spagna “l’ immediata applicazione”: aumentare l’ IVA e diminuire i salari dei dipendenti del settore pubblico.

 Sotto le futuristiche torri della sede di Bankia, i manifestanti inscenano uno “scongiuro” per “allontanare il male” da Bankia. Ma guardano con preoccupazione al futuro: “stiamo seguendo gli stessi passi della Grecia”.

 

 


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