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La quiete prima della tempesta. Era l’ atmosfera della Spagna di un sabato mattina trascorso “in attesa del salvataggio”, como titolava l’ editoriale de El País. Dopo settimane di incertezze, di dubbi, giá venerdí Bloomberg e Reuters chiarivano i dubbi sul possibile intervento europeo in Spagna.

Oggi, dopo che l’ Eurogruppo ha messo sul tavolo 100 miliardi di euro per il settore bancario spagnolo, rimane una domanda: di che tipo di aiuti si tratta? Ovviamente, nulla a che fare con Grecia. L’ intervento non sará sull’ economia, assicura il Governo, ma direttamente nel settore bancario. Tanto la stampa generalista come il ministro dell’ Economia insistono sui “vantaggi” de l prestito e sul fatto che “non ci saranno conseguenze macroeconomiche, ma solo sul sistema finanziario”. Insomma, i cittadini non soffriranno. “E allora, se nessuno soffrirá, perché non si é chiesto prima questo salvataggio?”. La domanda, fatta al ministro dell’ Economia durante la conferenza stampa di sabato, é stata risposta con un emblematico “lei ha giá fatto una domanda prima, non le rispondo due volte”. Ma nessuno si preoccupi, questo sulla grande stampa non si scriverá. Ci sono cose piú importanti. E non sia mai che generi “sfiducia” nell’ economia e nella classe politica spagnola.

Non é difficile, comunque, capire che l’ aiuto peserá sull’ economia iberica. Lo spiegava bene oggi Niño Rodrigo sul quotidiano Cinco Días: “con il nuovo salvataggio, crescerá di 10 punti il debito sul totale del PIB che, a un interesse del 4%, vuol dire quattro decime di déficit ogni anno. Il settore bancario é il principale finanziatore dello Stato. Con ulteriori tagli, il panorama economico spagnolo si fará ancora piú debole. E ed é impossibile un intervento diretto della Spagna, quarta economia dell’ eurozona, che apporta il 12,75% del EFSF”.

Le “sei raccomandazioni” presentate la settimana scorsa dopo una valorazione delle riforme del sistema spagnolo anticipavano quello che questa mattina diceva Almunia, vicepresidente della Commissione Europea: “il salvataggio non é gratis: la Troika supervisionerà il prestito”:

– la Commissione Europea esige un maggior controllo della spesa regionale, che hanno una buona parte di responsabilitá nell’ accrescere il déficit pubblico e sono attualmente tutte in rosso.

– Andare in pensione piú tardi. La riforma con cui l’ eta della pensione s sposta i 67 anni “é stato un passo importante, ma non sufficiente”, segnalava il documento presentato dalla CE.

– Aumentare l’ IVA. Come dall’ opinone pubblica, le critiche per l’ aumento dell’ IRPF, una delle prime misure del Governo, sono arrivate anche da Bruxelles. Secondo il documento, la Spagna potrebbe “cercare nuove entrate attraverso le imposizioni fiscali sul sonsumo (in particolare l’ IVA)”

– “Le banche spagnole sono ancora molto esposte ai rischi del settore dell’ edilizia”, ricorda la CE. Ma le perdite generate dalle ipoteche e crediti a piccole e medie imprese non sono stati tenuti in considerazione nelle due parti della riforma finanziaria aprovata dal Governo

– La riforma del lavoro é “audace”, ma non convince: alcune misure “potrebbero portare ad un aumento della disoccupazione”.

– É necessario, avvisa la CE, preparare un progetto di lavoro per i giovani. E questo non é stato fatto.

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